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NEL NOSTRO PICCOLO- GABER, JANNACCI, MILANO - Ale e Franz

NEL NOSTRO PICCOLO- GABER, JANNACCI, MILANO - Ale e Franz

 Teatro Puccini - Firenze

testo e regia Ale & Franz e con Luigi Schiavone chitarra elettrica/acustica Fabrizio Palermo basso e voce Francesco Luppi tastiere e voce Marco Orsi batteria Il punto di partenza, le tappe di un

testo e regia Ale & Franz e con Luigi Schiavone chitarra elettrica/acustica Fabrizio Palermo basso e voce Francesco Luppi tastiere e voce Marco Orsi batteria Il punto di partenza, le tappe di un percorso, l’ambizione di una condivisione. Gaber e Jannacci sono tutto questo per noi. Sono il racconto di un mondo visto dalla parte di chi ha il coraggio, con le proprie idee , di vedere dentro la vita di ognuno . Raccontare le piccolezze, le sconfitte, le paure che ci accompagnano. Il coraggio di vivere storie non sempre vincenti. La forza di trasmettere emozioni vere: i fallimenti di una vita, la delusione degli ideali, la conoscenza profonda di sentimenti penetranti, come l’amore. La gioia della vita. Gaber e Jannacci son questo, per noi. Sono la scintilla da cui vedere l’uomo come il centro di tutto, conoscere il suo mondo, vederlo mentre ci gira intorno. Un mondo , sofferto e gioioso, colorato e grigio, assolato e buio. Ma sempre, e comunque un mondo vero, reale. Senza timori, senza remore. Gaber e Jannacci sono soprattutto la capacità di farci vedere che chi si muove e vive accanto al nostro fianco, chi cammina nelle strade, chi respira la nostra stessa aria, sono uomini, persone, uguali a noi. Perché un amore andato male è un storia che abbiamo sentito mille volte, e mille volte ancora sentiremo. Perché le emozioni non finiscono mai. Tutto questo porteremo con noi, sul palco. La voglia di mostrare come un percorso tanto profondo come quello di Jannacci e Gaber , abbia a sua volta aiutato e guidato la riflessione di tanti altri artisti. Mostrare al pubblico come in quei pensieri, in quelle parole e in quelle note ci sia anche il punto di partenza della nostra storia. Vorremmo raccontarvi la fortuna di aver potuto respirare la stessa aria che Gaber e Jannacci respiravano, l’aria di Milano.