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LA BASTARDA DI ISTANBUL

 Teatro di Rifredi - Firenze

dall'omonimo romanzo di Elif Shafak (traduzione di Laura Prandino-ed. Rizzoli) riduzione e regia di Angelo Savelli con Serra Yilmaz

E siamo già al terzo anno di repliche di questo spettacolo di Angelo Savelli destinato, dopo 24 “esauriti” a Rifredi, a replicare il grande successo de “L'ultimo harem”. È luogo comune dire che Ist

E siamo già al terzo anno di repliche di questo spettacolo di Angelo Savelli destinato, dopo 24 “esauriti” a Rifredi, a replicare il grande successo de “L'ultimo harem”. È luogo comune dire che Istanbul non è una città, ma una grande nave. Una nave dalla rotta incerta su cui da secoli si alternano passeggeri di ogni provenienza, colore e religione. Lo scopre Armanoush, giovane e tranquilla americana che, in cerca delle proprie radici armene, sbarca segretamente a Istanbul nella famiglia matriarcale del suo patrigno turco Mustafa. E lo sa bene chi a Istanbul ci vive come Asya “la bastarda”, sua coetanea, adolescente turca ribelle e nichilista, con una grande e colorata famiglia di donne alle spalle, e un vuoto al posto del padre. Nonne, madri, zie, sorelle, amiche. Quando sono le donne a dominare la scena, tutto si intreccia, si complica e diventa affascinante. Perché le donne sono come le spezie, apparentemente simili, ma in grado di stravolgere il sapore di un piatto, come pure il sapore della vita. “La bastarda di Istanbul” è una intricata e originale saga familiare multietnica, popolata da meravigliosi personaggi femminili, da storie brucianti e segreti indicibili. Un segreto lega la Turchia all'Armenia, i turchi agli armeni, Asya ad Armanousch. Un segreto che forse non verrà mai svelato. Un segreto che ha l'aspetto di un'antica spilla di rubini a forma di melagrana.